Fresco o Surgelato?

Il dilemma tra l’acquisto di un prodotto fresco o surgelato è presto risolto. Sì al fresco ma solo se conservato bene, altrimenti è meglio scegliere un prodotto confezionato a basse temperature.

I prodotti freschi sono sani infatti solo se raccolti di recente e conservati in un luogo idoneo. Per intenderci non certo a stretto contatto con i gas di scarico.

Al contrario i surgelati se provenienti da processi industriali seri offrono maggiori garanzie di salubrità. Anzi vi è da dire che il contenuto in vitamine è più alto che negli alimenti congelati a casa.

Surgelare o congelare: ecco le differenze

La surgelazione è cosa ben diversa dalla congelazione, quest’ultima è quella che pratichiamo a casa nei nostri frigoriferi dove le temperature arrivano al massimo a -15°. Cosa ben diversa  quando i prodotti, magari appena colti vengono abbattute a temperature sotto i -18°.

Prendiamo per esempio le verdure, nella catena della produzione industriale il surgelamento  viene effettuato immediatamente  dopo il taglio così da bloccare la perdita di vitamine. Più il prodotto rimane a contatto con l’aria più vi è una perdita di vitamine. Così quando ad esempio gli ortaggi raccolti si accatastano in cassette poi trasportate in giro per l’Italia e infine esposte all’aria anche per diversi giorni. Prendiamo i piselli freschi come esempio: perdono  tra il 10 e il 20 per cento della vitamina C dopo un giorno dalla raccolta. Quelli  surgelati invece vengono lavorati dopo solo due-tre ore dopo la raccolta.

Nei processi industriali una volta che le maestranze raccolgono ortaggi e frutta inizia immediatamente una prima fase di selezione e lavaggio in acqua bollente,  per disattivare i naturali enzimi presenti che potrebbero causare il deterioramento dell´alimento durante la conservazione nel freezer. I prodotti sono poi surgelati molto rapidamente facendoli passare in un tunnel a bassissime temperature, infine vengono confezionati. Un involucro che non serve solo a contenere il prodotto, ma anche a proteggerlo dalla disidratazione durante la fase di conservazione.

Un altro vantaggio dei prodotti surgelati è la chiarezza delle loro etichette. Le industrie sono obbligate ad apporre nella confezione informazioni molto dettagliate, indicazioni preziose per una scelta consapevole, come l’origine, la data di raccolta e imballaggio e quella di scadenza, eventuali aggiunte di conservanti o altri agenti.

I consigli per una scelta corretta

Il problema scaturisce quando il prodotto immesso nel mercato non ha seguito la “catena del freddo”. Infatti, la surgelazione può essere garanzia di salubrità per il consumatore solo se non è mai interrotta e questo può succedere: durante la fase di trasporto nel luogo di vendita oppure perché il banco frigo non funziona correttamente.

Riconoscere i prodotti mal surgelati è abbastanza facile:

  • La confezione è rigonfia o ha delle ammaccature che hanno consentito il contatto dell’aria con l’alimento.
  • Il prodotto all’interno presenta ammassamenti con presenza di ghiaccio o addirittura muffa.
  • Il colore non è vivo

In tutti questi casi è meglio evitare di consumarlo.

Per quanto riguarda il prodotto fresco basta fidarsi dell’intuito e del buon senso. Un ortaggio raccolto da diversi giorni è avvizzito, molliccio, annerito nel punto dove è avvenuto il taglio, il suo colore non è vivo, ma attenzione è ancora buono se ben conservato. Basta eliminare le parti ammaccate e magari utilizzarlo per brodetti o altre preparazioni, prima di buttare un alimento è meglio pensarci due volte.