I tanti volti dello chef Pomata

Pronto per una nuova avventura. Sorridente e disposto alla battuta Luigi Pomata, uno dei più corteggiati chef dell’isola è sempre disposto a cogliere al balzo le opportunità della vita e giocare con nuove esperienze.
L’ultima in ordine di tempo è stata la stesura di un libro di ricette dedicate alle persone costrette a seguire una dieta particolare a causa di una patologia, grave come può essere grave la SLA.
Un’ idea nata da Paolo Palumbo, malato di sclerosi laterale amiotrofica e impossibilitato ad usare le sue mani, ma tanto appassionato di cucina. Ha conosciuto Luigi e gli ha proposto un lavoro a due mani, per usare una metafora ed è nato così “Sapori a Colori”, un libro che è piaciuto a molti, tanti, insomma è stato un successo. Luigi da questa esperienza è rimasto colpito: “quando vedi il sorriso, la gioia di vivere in persone che hanno tutte le ragioni per lamentarsi e soffrire ridimensioni tutto e la vita assume un colore diverso”- ha avuto occasione di dire in una delle tante presentazioni ufficiali.
Anche questa però è solo una tappa della vita di uno tra gli Chef più blasonati dell’isola, oggi sta correndo ad Umbria Jazz per preparare la cena per gli ospiti del festival, domani chissà, magari partirà per la Cina o per chissà dove.
La vita di uno chef però non è solo riconoscimenti, viaggi e serate di gala è un lavoro ruvido, difficile, il comando è d’obbligo per far funzionare una buona brigata e non sempre si può essere docili. Ogni volta che può, però Luigi lascia tutto per trascorrere il suo tempo con il figlio Nicolo. Ed è proprio nella veste di padre che il nostro chef mostra il suo vero carattere: gioviale, semplice, burlesco, anche se il telefono è sempre lì a portata di mano, il lavoro non può attendere: i suoi dipendenti hanno sempre bisogno di una conferma o di una direttiva. E lui lo Chef più conosciuto dell’isola deve abbandonare per un attimo Nicolo e gestire l’emergenza, un cameriere da sostituire, un ingrediente che non si riesce a trovare, il pesce fresco da ordinare.
Non è facile convivere con un padre così impegnato. Un esperienza che Luigi conosce bene. Suo padre che porta lo stesso nome di suo figlio Nicolo ha aperto a Carloforte un ristorante divenuto subito un punto di riferimento dell’isola tabarchina. Un grandaffare per tutta la famiglia. Ed è lì che Luigi ha appreso i rudimenti del suo mestiere, raffinato poi in giro per l’Europa.
Non è facile essere padre lavorando quando gli altri stanno andando a dormire, ma come si dice a fianco di un grande uomo c’è sempre una grande donna. Luigi ne ha trovato una che deve avere una pazienza da vendere, perchè dovete sapere che quasi mai gli Chef lo fanno a casa loro. Dopo ore di cucina o è la moglie a cucinare o si arrangiano come tutti, mangiando qualche avanzo che si trova in frigo.