La raccolta

La raccolta dei carciofi in Sardegna inizia già a ottobre con la varietà tema. Una specie senza spine di colore violaceo e con un sapore meno intenso di quello spinoso. Benchè nell’isola si sia preferita sempre quest’ultima varietà che prende il nome appunto di “spinoso sardo” gli agricoltori hanno da diversi anni privilegiato le coltivazioni di varietà senza aculei più facilmente esportabili, sia perchè è più comodo il trasporto in assenza di spine , sia perchè i mercati esteri preferiscono il gusto più morbido del violaceo.

Il carciofo si coltiva in quasi tutta l’isola, ma in particolare nella piana del Campidano, fino alle fertili terre dell’Oristanese, poi più in basso nel Sulcis con Giba e Masainas e più in alto nel Sassarese in tutta la zona di Alghero, Ossi, Tissi solo per citare alcune zone, ma di sicuro non vi è luogo dove non venga consumato in svariati modi. Il più tradizionale è quello a fine pasto, intingendo le estremità più carnose delle foglie in un intingolo di olio aceto e sale.

In termini scientifici il carciofo appartiene alla famiglia delle Asteracee  genere Cynara, quello sardo al genere Cynara scolymus ed ha caratteristiche tali da distinguerlo da tutte le altre varietà soprattutto per il suo intenso profumo di cardo e di fiori, per il suo aspetto conico e allungato e naturalmente per la presenza di spine gialle. Ha un contenuto di carboidrati superiori alla media delle altre varietà e per questo risulta più morbido al palato. Proprio per le sue caratteristiche così particolari gli è stato riconosciuto il marchio distintivo DOP, ma per potersi fregiare di questo importante riconoscimento occorre che gli agricoltori seguano un determinato disciplinare nella sua coltivazione.